Un colpo di fortuna ...

Giovedì 11 ottobre.

Ore 09,00.

Sono appena entrato in ufficio che mi squilla il cellulare.

Il mio amico Vittorio.

Vittorio Ramella, gran pescatore, consigliere e guardia ittica della Societa' Valsesiana Pescatori Sportivi,

nonché caro amico dai tempi in cui abbiamo servito la Patria nelle file dell'Arma a Bolzano (1988).

Mi dice: “ Molla tutto. Ho due permessi per la riserva della Valle Aurina. Andiamo su oggi e peschiamo domani.”

Bello.

Peccato che per vivere non faccio il pescatore, ma l'agente di viaggio e il giovedì e il venerdì devo lavorare.

Vito mi dice che la riserva e' “ imballata di temoli”, che basta mettere il cestino vicino a riva per riempirlo, che insomma vale davvero la pena andarci.

Provo a chiedere un permesso per l'indomani e avviene l'incredibile.

Tutto fila liscio come l'olio.

Permesso ok.

Dopo aver preparato la borsa con l'attrezzatura all'intervallo esco alle cinque del pomeriggio e Vito mi passa a prendere.

La strada e' lunga: Milano, Verona, Affi, Trento, Bolzano e finalmente lasciamo l'autostrada a Bressanone. Poi percorriamo la Val Pusteria fino a Brunico.

Poi prendiamo per la Valle Aurina e arriviamo a Villa Ottone alle undici meno un quarto di sera.

Andiamo a dormire alla Pension Marcher.

L'indomani alle sei e mezza siamo già svegli e Vito esce per vedere il torrente.

Fa molto freddo, probabilmente siamo vicini a zero gradi.

 

Vito e la Pension Marcher.

La prima colazione e' luculliana: the, caffè, latte, succhi di frutta, Yogurt, pane, burro, marmellata, e dulcis in fundo speck, salame e pancetta.

E abbiamo mangiato tutto.

Poi contattiamo la guardia locale che ci indica i confini della riserva.
Dal ponte di San Giorgio in su per 7 Km .

Siamo sulla parte bassa del torrente Aurino.

Il livello dell'acqua e' alto a causa di nevicate nella settimana precedente e poi del rialzo delle temperature. L'acqua e' leggermente velata.

Nelle buche più profonde e' di un verde intenso,ma comunque va benissimo per la pesca.

Io inizio a secca e il mio amico a camolera ( ahime'…).

Canna 8 piedi e 6, coda 6wf galleggiante e finale a nodi dello 0,12 molto lungo ( 4,20 m ).

Monto un'imitazione che mi ha fatto costruire Giovanni.

Una parachute con corpo nero ( amo grub del 16 ) e hackle marroni / rossicce. Per vederla meglio c'e' un ciuffetto bianco al centro.

Fa ancora molto freddo anche se la giornata e' bella e di bollate neanche l'ombra.

Vito aggancia il primo pesce. Un temolo di 38 cm circa.

Lo rilascia.

Il nostro permesso ci consente 3 catture a testa, solo temoli, misura minima 40 cm .

Io continuo con la secca, ma non ottengo niente, e a questo punto mi vengono in mente le parole di Domenico:

“Osserva sempre con calma prima di pescare”.
Salgo su un ponte e di lì vedo due grossi temoli sul fondo.

Dove ho preso i primi due temoli.

Allora cambio metodo.

Via la secca e monto una piccola ninfa arancione ( regalo di Guido ). e a 1 metro dalla ninfa ci metto uno strike indicator rosso.

Poi mi avvicino ai temoli e cerco di far passare la ninfa davanti a loro.

Al terzo lancio la ninfa e' in linea col pesce.

Io non so' cosa guardare: se sia meglio cercare di vedere il pesce che scarta o lo strike indicator che si ferma.

Decido di fissarmi sullo strike indicator nel momento stesso in cui questo si ferma.

Ferro.

Il pesce si mette di lato....Preso.

E' un temolo da 38cm. E' il primo.... Fantastico....Rilasciato.

Poi provo a lanciare su quello che era un poco più avanti.e con pazienza anche questo casca.

Questo e' più grosso e ci metto un po' a portarlo nel guadino.

Questo fa 43 cm .

Poi ci spostiamo e andiamo un paio di km più o monte.

C'e' un lama lunghissima. L'acqua e' piatta e si cominciano a vedere le prime bollate.

 

 

Dato che ho visto un paio di Sedge nere volare vicino alla riva decido di montare un mosca che più o meno assomigli a quelle viste ( questa e' un regalo di Oscar).

E forse e' un colpo di fortuna che io abbia indovinato la mosca giusta, o forse e' perché il fiume e' davvero “ imballato di temoli “,

ma da quel momento e' stata una cattura dietro l'altra.

Un paio a un passo dai 40, molti intorno ai 30, alcuni di una spanna, in ordine sparso.

Ho preso anche due belle trote.

 

 

Alle due ci fermiamo per un caffè e un pezzo di strudel (favoloso).

Qui incontriamo la guardia che ci dice che stiamo pescando nella riserva 220 della provincia di Bolzano.

Che i temoli ( ceppo danubiano ) si riproducono da soli perché l'ultima semina e' di 12 anni fa' e che io abbia preso due iridee e' un caso. Scendono da una riserva turistica che c'e' più a monte, perché le trote che popolano quel tratto sono solo mormorate.

Dimenticavo il permesso stagionale ( 50 uscite di pesca ) costa 3.615,00 euro.

Bel colpo di fortuna averne avuti due in omaggio.

Nel pomeriggio andiamo a Gais dove ci sono delle briglie e dei raschi con acqua bassa.

 

Il fiume

La natura intorno al fiume.

Qui il fiume e' molto bello, ma catturiamo un po' meno (anche se le foto di seguito sembrano smentirlo).

Qui ho fatto la cattura delle foto che seguono

Lotta disperata

Temolo da 38 cm .

 

 

Alle cinque e mezzo decidiamo che per oggi può bastare.

Vito ha pescato sempre a camolera e ha i suoi 3 temoli, due da 40 e uno da 43.

Io sempre a mosca senza ardiglione, prima a ninfa poi a secca. Io ho un solo temolo, ma l'indomani ci ceneremo in quattro.

 

 

La giornata e' stata memorabile.

Ho avuto in canna almeno 20 / 25 pesci, alcuni di taglia veramente notevole.

Il ritorno e' meno lungo dell'andata perché troviamo molto meno traffico e alle dieci di sera siamo a Milano.

E' stata una gran bella giornata. Un vero colpo di fortuna.

Patrizio Valdegrani – Fly Fisher Club