Una giornata sul torrente Chalamy
“Penso che noi pescatori siamo sempre alla ricerca del torrente perfetto, del lago più bello, del fiume più pulito, insomma del luogo di pesca più puro e pescoso. Questo ci porta a camminare per ore, a percorrere centinaia di chilometri in auto, a viaggiare in aereo verso mete lontane, o addirittura verso altri Continenti.” Mercoledì 12 ottobre Lino ed io abbiamo un giorno di ferie. Pensavamo di pescare nella zona No Kill tra Arnad e Hone in Dora, in Val d'Aosta. Ma la sera di prima veniamo a sapere che la Dora è torbida. Forse fa ancora molto caldo e c'è acqua di neve, forse più a monte fanno dei lavori in alveo, ad ogni modo è impescabile. Ci consigliano allora di dirottarci sul Torrente Chalamy, nel parco del Monte Avic. Partiamo alle 06,15 alle 08,00 siamo al casello di Verres. Si lascia l'autostrada. Si percorre la statale 26 in direzione Aosta per pochi chilometri e si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Champdepraz. Poi si risale la stretta valle con una strada a tornanti che ci porta in 20 minuti al piccolo villaggio di Covarey, dove l'asfalto finisce . Qui si lascia l'auto.
Nelle foto: Il Monte Avic, Il villaggio di Covarey e la carrozzabile che porta alla zona no kill Siamo a poco meno di 1.300 metri di altitudine in un paesaggio molto bello. All' Hotel Parc Mont Avic si acquistano i permessi di pesca. Il permesso giornaliero costa normalmente 33,00 € ma nel mese di Aprile, Maggio, Ottobre e Novembre nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì c'è un prezzo promozionale di 18,00 €. Prezzi ridotti sono previsti anche per chi soggiorna presso l'Hotel Parc Mont Avic.
La riserva è divisa in due zone: in basso il tratto con catture lungo un paio di km. Andando più su comincia invece il tratto no kill, lungo più di 10 km, e diviso in “beat” (= tratti di torrente). E risalendo il torrente si possono raggiungere laghi alpini intorno a quota 2.400 / 2.500 metri. Per raggiungere la beat n. 1 (dove comincia il no kill) si deve già camminare lungo una carrozzabile per circa 20 minuti. Se si è fortunati si viene accompagnati dal personale dell' hotel (noi non siamo stati fortunati…) ma è una passeggiata stupenda in un contesto naturale impareggiabile. La giornata è meravigliosa con una luminosità come solo il mese di Ottobre in alta montagna può dare. E la Val d' Aosta ci mostra una delle sue più belle e piccole valli, con la foresta di pini uncinati più grande di tutto l'arcoalpino, con paesaggi alpini e strapiombi mozzafiato.
I boschi della valle e il torrente Chalamy Arrivati alla zona di pesca troviamo il torrente piuttosto basso (penso che sia normale in questi periodi) con un acqua cristallina. Ho con me una 10 piedi pensando di pescare a ninfa, ma anche una nove oggi andava benissimo. Purtroppo fino a questo momento il torrente era lontano dalla strada e dal sentiero per cui non l'avevamo visto.
Ci dividiamo: io risalgo la sponda destra, Lino quella sinistra. Sul finale io monto una ninfa in fondo e su un piccolo bracciolo, una grossa vespa che ha una duplice funzione: mi fa da “strike indicator” e nel contempo è una mosca secca a tutti gli effetti. Ci accorgiamo subito che le trote sono selvatiche e forse nella giornata di oggi più che il tipo di mosca (ninfa o secca che sia) conta l'avvicinamento alle buche. Se non ti accosti all'acqua “come un indiano” le trote ti vedono e si rifugiano sotto un sasso. Stando attento ad avvicinarmi sempre con molta cautela comincio a prendere qualche trota, non grosse per la verità, ma molto belle e naturali. La gestione della riserva infatti non prevede semine, ma solo la conservazione e la tutela delle trote e salmerini autoctoni. Poi vengo smentito dal torrente prendendo una fario di oltre 40 cm. Il torrente è in un contesto naturale spettacolare. Arrivati alla beat n. 3 non possiamo pescare perché la zona è momentaneamente chiusa alla pesca in quanto l' ente gestore sta facendo dei campionamenti e dei monitoraggi sulla qualità delle trote. Risaliamo allora il sentiero lungo il torrente per arrivare alla beat n. 4.
E qui ci accorgiamo che la nostra giornata di pesca si trasforma anche in una giornata di trekking. Il sentiero si inerpica nel bosco allontanandosi dal torrente, per consentire di superare una cengia di roccia all'interno della quale l'acqua ha scavato una profonda gola, per cui non resta che aggirarla. Superata una scaletta a pioli di legno che scavalca l'ultimo lastrone di roccia, il sentiero si riavvicina al torrente in una zona pianeggiante. Penso che siamo arrivati almeno a 1.700 / 1.800 metri di quota. Qui faremo ancora qualche cattura, anche se non bisogna pensare mai ad una zona di “pesca facilitata”. Se ti muovi bene, se sai presentare la mosca senza farti scorgere, allora il primo lancio è decisivo. Altrimenti… ciccia. Io sotto una cascata e Lino in cima alla scala a pioli
Tra l'abbigliamento pesante che io e Lino avevamo previsto per una giornata in montagna a metà Ottobre, e la giornata insolitamente calda (a detta di una signora trovata in un alpeggio faceva più caldo oggi 12 Ottobre che il 12 Agosto) Lino ed io siamo esausti. Ci fermiamo a mangiare un panino che avevamo nella sacca sul dorso del giubbotto e a bere. Sono ormai le tre e mezzo del pomeriggio e decidiamo di scendere.
Facciamo ancora qualche lancio più in basso. Poi visto che sul permesso di pesca è menzionato che il titolare del permesso no kill potrà pescare sempre rilasciando il pescato anche nei tratti “cattura” previa autorizzazione dell'ente gestore, facciamo una telefonata all'hotel dove abbiamo acquistato i permessi per chiedere questa autorizzazione, ma ahimè ci dicono che bisogna acquistare un nuovo permesso. Peccato, altrimenti avremmo pescato un momento anche nella zona più in basso.
Verso le cinque siamo alla macchina. Qui ci cambiamo e ci rimettiamo in abiti civili. La giornata è stata entusiasmante. Di qui in meno di due ore siamo a Milano. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.pescavic.com o contattare l'Hotel Park Mont Avic allo 0125 / 96.04.13 . Ringrazio Valerio Santi Amantini per i consigli e alcune foto. Patrizio Fly Fisher Club - Milano |