Svezia

LA TROTA DI MARE

 

Il Dalalven è uno dei fiumi più famosi in Svezia per la dimensione delle trote di mare ( HAVSORING ) le quali come i cugini salmoni ( LAX ), risalgono i fiumi perché si riproducono in acqua dolce; a differenza di quest'ultimi tornano più volte al mare, dove trovano ampio nutrimento.

Dopo la schiusa delle uova, gli avannotti di solito restano due o tre anni nel fiume dove sono nati cibandosi di insetti e sono l'esatta copia di una fario, di cui la trota di mare è d'altronde la forma migratoria.

Le differenze di aspetto tra una trota di mare adulta ( salmo trutta ) ed un salmone atlantico ( salmo salar ) sono minime e si concretizzano in: la posizione dell'occhio (quello del salmone è più arretrato rispetto alla bocca), il numero di macchioline nere sulla linea laterale (il salmone ne ha poche) la forma della coda (che nella trota è diritta e l'attacco è a base larga mentre nel salmone è concava e l'attacco si restringe).

Quindi cosa aspettiamo ?

Guidati dall'esperto istruttore di lancio Max Malli, che pesca salmonidi da più di venti anni utilizzando canne a due mani, indispensabili per i fiumi di grande portata d'acqua, martedì 21 aprile alle 15,20 il nostro gruppo composto di sei appassionati pescatori a mosca parte dalla Malpensa con un comodo volo EasyJet per Stoccolma. Recuperati i bagagli e ritirate due auto a noleggio, prendiamo l'autostrada in direzione nord.

La nostra meta è Alvkarleby sul Dalaven, appena a sud della città di Gavle.

Gli svedesi sono persone molto precise e tengono da parecchi anni una statistica aggiornata sul livello e temperatura dell'acqua e dell'aria, nonché delle catture e del peso del pescato.

L'anno scorso hanno preso 2056 trote per un peso medio di 2 kg. con un record di kg. 10,1 oltre a 509 salmoni per un peso medio di kg. 8,2, con un record di kg. 21,1. ; il mese più propizio per le trote è proprio aprile. La misura minima è di 45 cm. per le trote e di 50 cm. per i salmoni.

Il Fiskecamp di Alvkarleby, situato a circa km 160 a nord di Stoccolma, e a km. 5 dal Mar Baltico, è appena a valle di una centrale elettrica che frutta la forza del fiume.

Ciò impedisce ai pesci di disperdersi più a monte e li costringe a radunarsi in un ambito ristretto. Non essendo consentito l' overhead cast , ritenuto pericoloso per gli altri pescatori, ho pescato per una settimana dal 22 al 28 aprile con una canna a due mani, che grazie alle lezioni del bravissimo Max Malli ho imparato a gestire con disinvoltura lanciando pesanti mosche a oltre 30 metri.

Il Fiskecamp di Alvkarleby è perfettamente organizzato con una serie di cartelli che indicano le varie pool , ed inoltre vi sono passerelle e ponti in acciaio (svedese..) creati a vantaggio dei pescatori, per consentire loro l'utilizzo più razionale della concessione.

Il 25 aprile mi sveglio all'alba, che a quella latitudine corrisponde alle 4 e un quarto; è una mattina fredda con il cielo terso ed un vento leggero, ma non so ancora che sarà una giornata memorabile.

Il giorno prima una grossa trota mi è sfuggita per aver usato - colpevolmente- un nylon vecchio e stiracchiato…e mi voglio rifare. Inizio a pescare dalle 5 di mattino fino a mezzogiorno; però c'è troppa luce per sperare di prendere pesci, soprattutto le trote di mare che non amano la luminosità e quindi si rifugiano sul fondo del fiume, che spesso è profondo oltre 8 metri.

A mezzogiorno vado a pranzo al ristorante del Camp e poi faccio un sonnellino.

Nel pomeriggio aspetto che scenda il sole e mi dirigo verso la località di Haroarma, di fronte all'isoletta chiamata Korallen; in quel punto il fiume forma un'ampio giro d'acqua a causa delle rocce che formano una grossa C, proprio prima delle rapide per cui la corrente è particolarmente forte.

Lungo la strada incontro un simpatico e rubizzo pescatore, con la pancia tipica dei forti bevitori di birra, che ha in testa un buffo cappellino rosso stinto; l'avevo già visto catturare dei pesci e così approfitto per iniziare uno scambio di idee per strappargli qualche segreto.

Intanto mi informa che nell'ultima settimana ha preso tre trote; mi spiega che con quella portata d'acqua (500 metri cubi al secondo quindi più del doppio del normale) adopera solo code extra affondanti, che lancia con uno strano movimento di tre battute.

Poi vedendo che sto usando una bellissima microtube nera e gialla, preso da un moto di compassione mi regala una delle sue mosche, che definire essenziale non è esagerato: si tratta di un ciuffetto di pelo di capra nero, lungo circa 8 cm. costruito su un tubicino di plastica di 3 cm. con un collegamento arancione, che completo infilando un'ancoretta.

Dovrebbe imitare – ritengo - una sanguisuga.

Man mano che il pomeriggio avanza i pescatori si diradano e adesso sono solo. Il più vicino sta pescando a più di 200 metri di distanza e quindi ho quasi tutta

la pool a mia disposizione.

Alle 19 in punto, dopo due ore di lanci in corrente, con una coda affondante di grado 4 (verde scuro), facendo dragare la mosca dal centro del fiume verso riva, avviene il miracolo perché sento uno strappo bestiale che a momenti mi fa perdere la presa sulla running line che tengo ben serrata con la mano destra.

Fortunatamente sono concentrato e non mi lascio cogliere alla sprovvista, forse ho inconsciamente previsto che stava per succedere qualcosa.

La forza del Dalalven sommata al vigore di un pesce appena arrivato dal mare mi fanno venire tutte le paure: terrà la montatura ? e i nodi ? il finale sarà abbastanza resistente ? l'amo non si piegherà aprendosi ? la trota non si slamerà come mi è già successo ieri ? riuscirò a salparla senza guadino e senza alcun aiuto ? la canna resisterà malgrado i colpi ricevuti o si romperà come a Ponte Nossa? Dando fiducia all'attrezzatura decido di non temporeggiare e inizio a recuperare decisamente, con forza, per non dare tempo al pesce di organizzare una difesa.

E' come fare il tiro alla fune…

Dopo aver tirato fuori una ventina di metri di coda, riesco a sollevarle la testa fuori dall'acqua per stordirla un po'; il colore dell'acqua che a causa dei tannini assume il colore del the, le dà dei riflessi marrone scuro che da lontano la fanno assomigliare ad una fario delle nostre.

Non potendo spiaggiarla per la presenza di grossi massi, e la mancanza assoluta di un accesso agevole, sono costretto a sottoporre la mia nuova Shimano a due mani da 14 piedi coda 9 ad una curvatura pericolosissima, vicina alla rottura.

Non m'interessa se la canna si spezzerà di nuovo, basta che mi faccia avere il mio pesce….

In prossimità della roccia sopra la quale sto pescando, sporgendomi sull'acqua e contemporaneamente tenendo piegata all'indietro la canna, finalmente riesco ad afferrare con la mano sinistra il finale della Guideline in fluorocarbon dello 0,40, acquistato il giorno prima a Gavle, per la “modica” spesa di 179 corone per 50 metri (16 euro!) e quindi a portare la trota ai miei piedi, all'asciutto.

E' bellissima e assomiglia in tutto e per tutto ad un salmone; se dovessi definirla con un'espressione colorita direi che sembra un lingottone d'argento con grandi scaglie, forti pinne perfette, grosse macchiette nere su un dorso lucente, una bocca da potente predatore, la pancia bianca e una coda possente.

Comincio a scattare le prime foto e solo allora la tensione si allenta.

La brezza fresca della sera comincia a farsi sentire; mi accorgo di essere in un bagno di sudore e di avere la salivazione azzerata per l'adrenalina che ancora scorre in quantità.

Mi siedo su una roccia e mi dilungo a guardarla per alcuni minuti, assaporando la dolcezza del momento.

Portata al controllo la mia prima trota di mare risulta pesare kg. 3,1 per una lunghezza di 68 cm.

Lungo la strada verso il cottage, distante un chilometro e mezzo, tutta la gente che incontro mi fa i complimenti per la cattura e mi chiede da che paese vengo….

Sono molto felice e ancora incredulo per essere riuscito a prendere un pesce così bello in un fiume tanto difficile da pescare. Arrivato al Camp sono accolto dai miei compagni di pesca che mi fanno un sacco di complimenti e una raffica di foto di rito. E' stata un'esperienza fantastica, indimenticabile, che auguro a tutti.

Roberto Gerard