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Austria – Kotschach Mauthen – Luglio
2004 |
Quest'anno le abbondanti nevicate invernali,
hanno prolungato il periodo del disgelo di nevai ed affini. Credevo
però che passato maggio (il mese tragico per antonomasia)
lasciando un lasso di tempo di altri trenta giorni,per i primi di
luglio avrei trovato dei livelli decenti. Così non è
stato!
Ma in una natura prodiga di alternative e soluzioni come quella
austriaca non sono mancate le occasioni favorevoli per coronare
con successo giornate altrimenti prive di ogni rosee aspettative
alieutiche. Dunque, cosa si fa quando i livelli dei fiumi ti costringono
a pescare solo a ninfa e per di più del peso di un “tombino
della Breda”? Beh, la prima cosa da fare è andare a cercare
i sottoriva più tranquilli per poter far pattinare una sedge
verso sera, i giri d'acqua più lenti fuori dalla corrente
principale per poter insidiare trote e temoli con emergenti o spinner,
o con ninfe appena appena appesantite, se siete dei maniaci della
ninfa un buon fiocco di polyarn vi aiuterà come strike indicator
nel caso le condizioni di trasparenza dell'acqua fossero compromesse.
Ma se tutto questo vi mandasse a casa come il sottoscritto che dopo
due giorni di sottoriva aveva la schiena piegata a 90°, vi arrendereste?
La risposta è mai! La soluzione che mi ha dato
più soddisfazioni è stata risalire ogni affluente
che si presentava nella riserva. Si! proprio così; i pesci
stufi di dover sopportare la forte corrente che li obbligava ad
un dispendioso utilizzo delle proprie energie, trovano riparo, cibo,
e protezione in qualsiasi affluente che si immette nel fiume di
fondovalle, vettore unico di tutte le cateratte dovute al disgelo
. E così io amante di lame e bollate selettive , mi sono
piacevolmente trovato a riscoprire tutti i lanci che si fanno nelle
cosiddette “pocket water” roulé , lanci orizzontali, incrociati,
con sorprendenti risultati! |
Mi sono accorto di aver svelato l'arcano, quando
con la caparbietà che accompagna il cercatore della verità
inconfutabile, ho reperito l' eventuale fauna foraggio di trote
e temoli nel fiume di fondovalle: larve di riacophila, larve di
plecotteri, larve di tipulidi e ninfe varie. Mi sono trovato a constatare
che le dimensioni dei vari insetti reperiti, non permettevano una
facile identificazione da parte dei pesci, e quindi il tutto aiutato
una scomoda corrente veloce ne precludeva l'essere una facile fonte
di cibo. |
 Temolo da cm. 43, io porto sempre il centimetro
con me!
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Di fatti l'abbassamento delle temperature dovute
al disgelo dei mesi precedenti faceva languire ogni piccola larva
in uno pseudo letargo che le induceva a non intraprendere nessuna
attività ai fini della nutrizione, quindi niente ricerca
di cibo, niente movimento e poche schiuse.
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 Larve: riacophila, plecotteri, tipulidi,
etc.
 Contenuto stomacale di una trota: coleotteri e
formiche parte del nutrimento quotidiano
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Ma la situazione diventava florida negli affluenti dove una corrente
più moderata permetteva ai pesci di nutrirsi. Di cosa? Visto
che l'acqua nel fiume di fondo valle è alla stessa temperatura
di quella degli affluenti?! Un paio di accurate e chirurgiche lavande
gastriche hanno svelato il mistero. Ma di terrestrial!!!! Infatti
così come un pescatore a mosca non molla mai, neanche i pesci
erano decisi a sopportare succubi il periodo di vacche magre e così
nei laghetti montani e negli affluenti sovente infiascati hanno
trovato ogni ben di Dio di cui sfamarsi. Molto di rado ho trovato
nei loro stomaci insetti reperiti nel fiume di fondovalle. Il maggior
nutrimento presente erano prevalentemente terrestrial, soprattutto
formiche alate. Mi sono divertito a pescare con modelli che come
uomo di lama non mi sarei mai sognato di appendere al mio finale,
coleotteri in foam, formiche alate su ami 16/14 oltre alle onnipresenti
sedge che però avevano bisogno di una bella palla di polistirolo
strozzata in una calza da donna per galleggiare bene in quelle turbolenti
acque. Beh! La morale di questa storia è che acqua fredda
corrisponde si ad un metabolismo rallentato di tutte le creature
del fiume, ma con una corrente più moderata come quella degli
affluenti i pesci sono ben disposti al procacciamento quotidiano
del cibo; che esso arrivi dal basso o dall' “alto”.
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Con i livelli alti non bisogna per forza pescare
l'acqua color latte con dei ferri da stiro. Con un po' di pazienza
e buone gambe in Austria si trova sempre un pesce che bolla, quindi
non dimenticate mai un piccolo kit di modelli altamente galleggianti
per acque veloci anche se siete degli amanti delle piatte lame come
il sottoscritto.
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 Paradisiaco scorcio di un torrente
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Preda abbastanza mimetizzata
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Consigli utili: in un'ottica cittadina fatta
di mosche del 20/22 è stato bello riscoprire la validità
di artificiali in misura 16/14 e consiglio di usare a cuor leggero
uno 0,14 pena la perdita di molte mosche sui rami, cosa inaudita
per i pesci dei numerosi no kill vicino a casa.
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 Bel maschio di tana
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Bella livrea di una trota fario
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Testo & Foto di Domenico Lupo Pasini - Copyright
2005 Fly Fisher Club Milano
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