Un viaggio che ti cambia la vita !

 

Terza parte

Dopo un nano secondo schizzava via ed era già storia. Ci spiegò come riconoscere una fario di ceppo germanico da una di ceppo scozzese che erano le due razze europee con cui era stato ripopolato il fiume; ci fece vedere come cercare le trote nelle varie zone del fiume in funzione di come fosse più o meno luminosa la giornata ; non so quanto tempo ci avesse messo un essere umano per apprendere tutto questo ma a noi veniva offerto su di un piatto d'argento in un solo giorno, io sembravo una spugna ,ogni parola , gesto o comportamento lo assorbivo immediatamente. Tutto questo era farina del sacco di Bred che gli aveva insegnato tutti i trucchi per essere una guida del Big Horn; mi disse che definiva Bred il suo Guru anche perché il lavoro di guida che faceva mentre studiava all'università non ricordo quale facoltà ; aveva ridato un po' di serenità sia a lui che al dolce Gus . Beh! Dopo questo colloquio, che riportò la sua persona più vicina alla condizione umana piuttosto che a quella di un semi Dio che può fare miracoli con la canna da mosca come ci voleva far credere( lui ci era riuscito molto bene ) ci guardò con occhi diversi , si vedeva che ora incominciava anche a divertirsi e si era accorto (anche dalle catture avute da entrambi) che non eravamo proprio due sprovveduti ; una domanda mi aveva sfiorato la mente per un secondo mentre catturavamo le trote a ninfa, “ma se adesso cominciano a bollare,come facciamo? Cambiamo ancora il finale?” ma quando risalimmo sulla barca per spostarci le due Loomis già montate poste lungo le fiancate mi avevano tolto qualsiasi perplessità ; Eric pensava proprio a tutto! Ora che eravamo arrivati nell'ansa dalla morbida corrente , era venuto il momento di usarle. Le bollate , rade a dir la verità , mi avevano già dilatato la pupilla e obnubilato qualsiasi altra funzione del mio corpo, Eric ci fa scendere poco a valle e ci dà in mano le Loomis con già attaccata la mosca, lo guardo come se fossi un cane da caccia che aspetta un ordine , lui abbassa lo sguardo e allungando una mano mi dice : Go! And catch this fishes!

 

 

Lo sguardo di Raffa incontra il mio ; anche se non parla inglese aveva perfettamente capito , forse perché la mia espressione con la bava alla bocca poteva avere una sola interpretazione, io vado avanti per primo gli lascio i 15 metri pattuiti e comincio a lanciare ; ero in trance , era tutto perfetto , primo lancio miro , alla gobbata più a portata di coda , un attimo , la mosca si posa , bolla subito, immediatamente! Ferro! …………le spacco in bocca . Come ho fatto?

Non posso crederci! Come il più neofita dei pivelli!

Raffa da lontano si è accorto della ferrata ma guardandomi, non ha nemmeno il coraggio di prendermi in giro come farebbe di solito . Arriva Eric! Sono lì con il pezzo di tip in mano, glielo porgo senza una parola non ho neanche il coraggio di giustificarmi , le bollate già rade diminuiscono; mi guarda e sorride vorrei chiedergli scusa ma tranquillo mi rimette su un'altra mosca uguale a quella che ho fissato nella bocca della trota ; curioso artificiale , una normalissima effimera con ali in ciuffo sintetico, ma con un altro ciuffo di diverso colore nel mezzo ,così la mosca lanciata a lunga distanza non arrota il finale anche se sottile ,e sulle lunghe passate si può scorgere bene grazie alla bicromia delle ali. Nel frattempo Raffa ne allama una bella ed Eric prima mi dà una pacca sulla spalla per rincuorarmi poi parte di gran carriera ad assistere Raffaele ; provo di nuovo ma devo averle spaventate dopo la fulminea bollata non riesco a farne salire una sulla mia mosca . Ora le bollate sono perfino tornate in numero maggiore ma non mi convincono , non vedo una testa che sia una, uscire dall'acqua .Per me sono tutte ninfate , non ci penso neanche un secondo prendo la mia scatola degli emerger e ne monto subito uno , piantando la mosca di Eric nel montone. Lancio morbido e curvo a monte , l'emerger scorre senza dragare in una delle tante correntine che alimentano 5 o 6 trote davanti a me , una virgola sull'acqua in corrispondenza del mio finale, ferro! C'è!

 

 

Adesso si gioca; recupero attento e la trota è all'altezza della vita davanti a me che si dibatte ormai vinta , Eric corre da me , ma per guadinarla dovrebbe entrare fino alla vita come me e disturbare il posto , lo rassicuro sul dafarsi facendogli vedere che stò già per slamarla ; esco dall'acqua abbastanza raggiante , una bella fario sui 40 cm . ho ancora le immagini nella memoria dei suoi poderosi tentativi di raggiungere il fondo ma la corrente lenta ha giocato a mio favore; guardo Eric per dirgli che farei volentieri calmare un po' le acque e poi di lì al tempo di una marlboro avrei ripreso a pescare , annuisce condividendo la mia scelta ma lo sguardo corre al gancetto appendi mosche della canna lo vedo acuire lo sguardo proprio lì ; Ok! Sono stato scoperto! Gli dico : Si!Hem! Ho cambiato la mosca ; pensavo la snobbasse, invece la osservò interessato e poi visto che aveva catturato una bella trota mi fece i complimenti per l'originalità dell'artificiale.

Si vedeva che dopo la rigidità iniziale , si era rilassato un po', catturai ancora due trote , addirittura Eric viste le difficoltà ad intervenire si limitò ad alzare entrambe le volte il pollice da lontano poichè Raffaele stava recuperando la quinta cattura, io in tutta solitudine mi stavo veramente godendo il fiume , la morbida corrente mi lambiva la vita , ma anche se ero completamente a mollo non era la corrente che ti fa dire :” se non stò attento faccio il bagno “ E hai costantemente il campanello d'allarme acceso pregiudicando la concentrazione. Era quel tipo di corrente che sembra dirti: “ Bravo! Domi te le sei proprio meritate!!Ritornai da loro in uno stato di beatitudine , dopo essermi fatto cullare per un'ora dal fiume ; Gus per primo mi accolse strofinandosi sugli wader in una eterna ricerca di coccole poi lo sguardo di Eric e il sorriso soddisfatto del Raffa mi indussero a pensare che tutto quello che potevamo fare era stato fatto.

 

 

Eric invece stava già rimuginando sul prossimo luogo da visitare ; erano le tre e mezza e le bollate si erano definitivamente rarefatte non avevano più quella cadenza che ti manda in fregola ,e non sai dove lanciare , erano pure diventate selettive , ci disse che il gioco non valeva la candela e che aveva un posticino in mente fatto su misura per noi due , il Big Horn era leggermente alto ma nonostante le catture non fossero mancate voleva vedere se in qualche asta più piccola parallela al corso principale, vi fossero risalite delle trote di maggior dimensione. Ci portò in uno di quegli angoli fatti apposta per lanciare una mosca nel sottoriva della sponda di fronte ; il piccolo corso d'acqua non era più largo di 8/9 metri , ed era profondo circa un metro e mezzo, l'avvicinamento ricordava la tecnica di caccia di alcuni felini visti nei documentari, la sterpaglia ci nascondeva abbastanza ma per lanciare avremmo dovuto fare numeri da circo; Raffa si fermò alla confluenza con il ramo principale dove c'era più spazio per lanciare , Eric indicando un punto ancora più a monte mi disse“è là che ti voglio vedere lanciare!”Caspita ! Pensai :Va bèh ! Farti vedere che sono bravo ma adesso sarebbe più facile camminare bendato su di una fune senza rete di sicurezza! Lo guardai deglutendo e mi avviai davanti a lui una decina di passi, oddio! Passi !!Ormai strisciavamo sul ventre! Con l'indice puntato mi indicò il bersaglio da centrare; ci aveva riconsegnato le nostre canne ma alla mia aveva tolto il fiocco perché ora lo scarto della trota che mangia era perfettamente visibile , sempre che riuscissi a identificare la preda, il sole era alle spalle , la corrente da centrare con le due ninfette lambiva la riva opposta , un' errore come impigliare la mosca in un ramo della riva di fronte avrebbe voluto dire buttare via 20 metri fatti con i gomiti ; infatti mi impigliai !!!

 

 

 

Ma nell'erba alle mie spalle; quando mi voltai fu Eric a capire che non doveva muovere un muscolo, dal mio sguardo comprese perfettamente che stavo solo prendendo le misure , l'inclinazione da dare al lancio era difficile nel corridoio senza vegetazione che ti lasciava il fiume; inforco gli occhiali per vedere meglio, eccola!! Adesso addirittura la vedo , dovrebbe essere un maschio , ha proprio un bel testone; mi preparo con un paio di falsi lanci e poi sparo.MMMM!!! accidenti sono corto, un metro più avanti e una spanna più a destra, ecco allungo un po' di più , e voilà ! Boh!Non vedo più niente ho gli occhi fissi sul testone della trota , che ora scarta improvvisamente verso il basso, il bianco della bocca è stato un lampo, ma a me è bastato!! Bang!! Centro !! il siluro maculato mira a risalire di scatto la corrente gli concedo un po' di coda ma lo spazio esiguo fa si che punti sempre a monte dopo 5 minuti di lotta furibonda per non farla imboscare in qualche ramo , guido la sua discesa verso Eric poco più a valle per non disturbare ulteriormente la zona. Eric allungò il guadino , ancora l'ultima fuga e in un attimo era tra le maglie della rete . Mi chiese “ Do you want a picture?” No grazie ; gli risposi , lo so io e lo sai tu “that's all” . Catturai ancora 4 trote risalendo una più bella dell'altra. Ci avviammo verso valle dove scorgevamo il Raffa intento a lanciare ; anche quello gli dissi è uno che non molla mai, mi guardò un po' affaticato dal fiatone e mi rispose “ Yes! I know it.” Bravo ,gli dissi ricordati quando farai da guida ad altri italiani. Spalancò gli occhi dietro le lenti e mi domandò “ ma perché siete tutti così?! ” Ero stanco morto; ma trovai il fiato per scoppiare a ridere fino alle lacrime , vi giuro era seriamente spaventato!Lo rassicurai dicendogli che non proprio tutti eravamo così malati per la pesca a mosca ; per fortuna non gli era toccato Angelo!Se no; chi lo convinceva!

 

 

 

Chiudemmo la giornata vicino al 8 miles acces in una grande lama a consumarci sulla schiusa del tramonto, mai viste così tante trote bollare insieme, e mai visti tanti rifiuti; sarà che il Big Horn conta circa settemila trote per km. quadrato ma se non sei più che bravo a secca , mica ti si lanciano dentro gli stivali da sole!! Bred durante il giorno aveva pensato a spostare più a valle la macchina e il carrello per la barca , che organizzazione! La giornata era prossima al tramonto , la luce colpiva quasi perpendicolarmente le ali in verticale delle effimere sull'acqua ,ce n'erano a miliardi di miliardi, noi non volevamo mollare ma tra la luce particolare e i nostri occhi ormai provati , quando catturavamo qualche trota facevamo fatica a tirarla a riva era il momento in cui sei talmente stanco e appagato dalla giornata che sembri ubriaco , avevamo entrambi la ridarola che premeva sulla vescica ma di smettere non sene parlava nemmeno solo il buio e la temperatura dell'acqua ci mise in ginocchio sulla riva , inermi! A quel punto Eric ebbe compassione delle nostre carcasse e ci riportò alla macchina per accompagnarci a casa; entrammo in auto vestiti non avremmo avuto la forza di toglierci gli scarponcini , il tratto verso casa fu poco più lungo visto che eravamo usciti più a valle così ci fù il tempo per dirgli che era stato fantastico e un vero onore poter pescare con una persona competente e disponibile come lui ,da buon americano non perdeva occasione di celebrare ogni complimento con un”Wow!!” o con un “ Give me five!!” A sua volta ci fece i complimenti per le nostre capacità piscatorie , quello però non lo disse perchè era businnes , era stato seriamente colpito da come la giornata aveva dato i suoi frutti migliori , ma io mi sentivo al settimo cielo perché un professionista come lui ci stimava davvero. Quando entrammo nel giardino, la macchina dell'altra guida che sarebbe toccata a noi il giorno dopo, illuminava il portico della casa dove Paolo e Angelo fluttuavano a un metro da terra , si vedeva lontano un miglio che la giornata era andata alla grande pure a loro.

 

 

Prendemmo accordi per la battuta dell'indomani con l'altra guida , e ora era venuto il momento di salutarci, accarezzai Gus dietro le orecchie , prima che Eric con un cenno della testa e un MMMMM! Lo rispedisse in macchina ; andai da lui come se stessi per inginocchiarmi all'altare ;era inevitabile guardarlo dal basso , alto com'era! Ma dopo tutto quello che mi aveva insegnato mi sentivo più alto anch'io. Ci stringemmo la mano con entrambi uno sguardo misto tra ammirazione e “spero che tu non sia mai davanti a me in un giorno che risalgo un fiume”, lo capii da come la sua stretta mi aveva accartocciato le falangi della mano destra ; salì in macchina e partì . Da quel giorno volli essere come lui, mi spogliai di ogni cosa superflua , spille da fighetto , toppe turistiche sul giubbino o altre stupidaggini , recisi il tutto si può dire con un colpo di tomawak visto dove mi trovavo; la mia mente era libera serena , non c'erano più tutte quelle domande catastrofiche: “E se faccio cappotto? E se non bollano?”tutto era diventato chiaro; ci aveva scorrazzati su tutto il Big Horn con un paio di wader , una collanina con tutti gli arnesi che servono e una sola scatola di mosche grande come un pacchetto di sigarette; Eric tutte le risposte le aveva lì dentro; alla fine ci aveva dimostrato quante certezze avesse e quante poche domande si faceva quando portava qualcuno a pescare !

 

 

 

. Mi aveva dato l'illuminazione, e forse io ero arrivato ad un punto tale che incontrando Eric sono stato in grado di coglierla; perché non crediate che l'illuminazione ti coglie mentre sei nella yakuzi a godertela; l'illuminazione ce l'hai sempre quando sei allo stremo delle forze, quando ti sei perso e non trovi la strada del ritorno,quando ti fai mille domande e non riesci a darti una risposta. Chi lo sa se persone come lui , che sono in grado di farti apprendere la maggior parte dello scibile sulla pesca a mosca , si rendono conto di quale altissimo grado di considerazione sono tenuti dai loro allievi? Dovrebbero andare in giro tra i comuni mortali rilucendo di luce propria ; invece si comportano con la naturalezza di chi ha fatto solamente il proprio dovere . Io da quel giorno ho imparato a dare anima e corpo pur di riuscire a trasmettere tutto ciò che posso ad un allievo nei miei corsi di lancio , perché lo sguardo di riconoscenza per quel poco che sei riuscito a dare è di una gratitudine tale che è perfino disarmante , e ti unisce a loro per sempre ! Come quando si presentò da me un ragazzone ( sono sempre più grandi di me!! Sembro sempre Yoda che insegna a Luke Skywalker!! ) che voleva imparare a lanciare ;

 

si chiamava Valerio Santagostino , maaa…………questa è un'altra storia!!

 

Domenico Lupo Pasini
Fine